IN VITA MIA avrò ucciso oltre cento zanzare, ne sono sicuro. Se calcoliamo una media di dieci-quindici esecuzioni per ogni estate degli ultimi dieci anni, il risultato totale mi sembra più che ragionevole. Ho usato libri, fazzoletti, giornali, a volte anche le mani. Ma ho sempre trovato piacere nel far fuori quei fastidiosi insetti: nessuno come loro ha il potere di procurarti estenuanti notti insonni.
Anche ieri sera ne ho uccisa una. A dire la verità, avrei anche potuto risparmiarla: se ne stava in cucina apparentemente placida e senza nessun intento bellicoso. Ho preso un fazzoletto e l'ho schiacciata, non ho resistito. Red Mosquito (per non rivelare il vero nome della zanzara ne ho scelto uno di fantasia) era però carica di sangue: magari aveva appena finito di pungere il mio cane, chi lo sa. Una grossa macchia di un colore rosso vivo ha subito sporcato il muro bianco. Ho preso un altro fazzoletto, l'ho intriso d'acqua e ho pulito via tutto nel giro di pochi istanti: sentivo già le lamentele di mia madre una volta vista la macchia.
Beh, la novità è che stavolta la vista di tutto quel sangue mi ha disgustato. Anzi no, mi ha fatto proprio schifo. Non mi era mai successo e non ho mai avuto problemi neanche durante i prelievi. Strano. Tant'è che sono andato a letto turbato, stentavo a prendere sonno. Molto strano.
Sì, Red Mosquito is dead. I wasn't bitten, must have been the devil he was just paying me...