Pennyroyal Tea

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mercoledì, 28 settembre 2005

Quando ce vo', ce vo'...

ERA DA TEMPO che non guardavo la tv nel pomeriggio. Tornai a casa dalla redazione e, non avendo nulla di importante da fare, accesi il televisore per trovare qualcosa di interessante. L'esito della mia ricerca, come mi aspettavo, fu negativo. Eppure non cercavo mica un documentario sugli indigeni del deserto di Taklimakan.

Allora ripiegai su Verissimo in cerca di tette e culi gratuiti, visto che di solito trasmissioni come quelle ne sono sempre pieni. Ma invece del solito filmato di qualche backstage, trovai il servizio che "copriva" una festa superesclusiva a Milano per l'inizio della settimana della moda. L'intervistatrice poneva ai sedicenti Vips una domanda che ha del metafisico: "Da un sondaggio tedesco è emerso che gli uomini preferiscono le donne simpatiche a quelle belle: secondo te è giusto?". Rispondevano Alessia Fabiani, Mascia e Jonathan del Grande Fratello, Aida Yespica, Beppe Convertini (qualcuno mi spieghi chi è), Raffaello Tonon (?), Melissa Satta e tanti altri Costanzones. Semplicemente rivoltante. Mi passò la fame all'istante.

Capisco che ormai sparlare di certi personaggi è come sparare su un convento di suore, ma io rifiuto il fatto che buona parte delle trasmissioni Rai e Mediaset siano manipolate da imbecilli.

IO NON VOGLIO PIU' IN TELEVISIONE UOMINI E DONNE, TUTTE LE MATTINE, BUONA DOMENICA E SARANNO FAMOSI. NON VOGLIO PIU' VEDERE COSTANZO, LA SUA CAMICIA COI BAFFI E SUA MOGLIE. NON VOGLIO I CONSIGLI DEL PROFESSOR MORELLI CHE RENDONO LE PERSONE ANCORA PIU' INSICURE DI QUELLO CHE SONO. NON VOGLIO IL LIBRO DELLE BARZELLETTE SU TOTTI, NON VOGLIO LA BIOGRAFIA DI DI CANIO. NON VOGLIO CAMPIONI. NON VOGLIO MARADONA CHE BALLA A CENTOMILA EURO A PUNTATA COI NOSTRI SOLDI E CHISSENEFREGA SE E' STATO IL PIU' GRANDE CALCIATORE DI SEMPRE. NON VOGLIO LA TALPA, L'ISOLA DEI FAMOSI E MUSIC FARM. NON VOGLIO ANTONIO GIULIANI, PLATINETTE, I RAGAZZI DEL GRANDE FRATELLO, I RAGAZZI DI SARANNO FAMOSI, COSTANTINO, DANIELE, JESSICA, VERONICA E MARIA CONCETTA. NON VOGLIO IL LIBRO DI GIUFFRIDA NELLE LIBRERIE E "TROPPO BELLI" AL CINEMA.

FACCIAMO L'UNICA COSA SENSATA, BOICOTTIAMO TUTTO: TENIAMO SPENTE LE TV!

postato da: pennyroyalTea alle ore 19:57 | link | commenti (3)
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sabato, 24 settembre 2005

Atroce dubbio...

E' GIUSTO lasciare votare chi è anafabeta o chi non ha la minima conoscenza delle funzioni del parlamento? Non sono diventato assolutista all'improvviso, ma questo dubbio mi "assiste" da un pò. Prendete, ad esempio, le elezioni in Afghanistan del 18 settembre. Secondo gli osservatori dell'Osce (l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) la maggior parte degli elettori, completamente analfabeta, ha espresso la sua preferenza semplicemente in base alla posizione occupata dal candidato nella scheda elettorale oppure al simbolo vicino al nome. Il suffragio universale non rischia di fare soltanto danni in casi del genere? Il principio democratico non si applica in questa maniera.

Volendo, si potrebbe tentare un parallelismo con la situazione italiana. Intendiamoci, la nostra realtà è diametralmente opposta a quella afgana, non mi sognerei mai di sostenere il contrario. Nel nostro Paese, però, buona parte degli elettori va a votare senza nessuna conoscenza delle strutture politiche dello Stato. Fate un esperimento: pescate dieci persone maggiorenni a caso per la strada e chiedete loro se sanno cosa sia un governo o un parlamento. Un momento, aspettate... Siamo così sicuri che le differenze tra Italia e Afghanistan siano abissali?

postato da: pennyroyalTea alle ore 19:13 | link | commenti (1)
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domenica, 18 settembre 2005

Notte bianca?

ROMA, stanotte, è aperta. Che strano: io ho una gran voglia di starmene chiuso...

postato da: pennyroyalTea alle ore 01:58 | link | commenti (4)
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sabato, 17 settembre 2005

Ancora su Sharon

NEL POST del 23 agosto avevo cercato di dare una mia interpretazione politica alla storica decisione di Ariel Sharon di sgomberare le colonie israeliane nella Striscia di Gaza e altre minori in Cisgiordania. Tra le ipotesi formulate, avevo avanzato il sospetto che la reale intenzione del premier sia quella di spingere la Palestina sull'orlo della guerra civile, per poi sentirsi legittimato ad occupare di nuovo i Territori con l'esercito per riportare l'ordine. E i fatti della notte tra l'11 e il 12 settembre mi hanno fatto riflettere.

Dopo la fine delle operazioni di ritiro, infatti, gruppi di palestinesi hanno incendiato le sinagoghe delle ex colonie ebraiche di Morag e Netzarim. Un episodio di inciviltà senz'altro condannabile che però potrebbe far venire qualche dubbio anche ai più convinti sostenitori della buona fede di Ariel Sharon.

Il 6 giugno del 2004 il governo israeliano aveva preso la decisione di radere al suolo le sinagoghe una volta sgomberate proprio per scongiurare il pericolo di atti vandalici. All'ultimo momento, però, alcuni ministri hanno fatto marcia indietro: troppo impopolare la scelta di distruggere i templi, meglio dare la colpa ai palestinesi. Perché è impossibile anche solo pensare che gli agenti di quella sorta di "servizio d'ordine" istituita dall'Anp avessero il coraggio di rischiare il linciaggio per difendere i luoghi di culto abbandonati di un popolo concepito come invasore.

Nel suo discorso del 15 settembre tenuto all'assemblea dell'Onu, Sharon ha invitato i palestinesi a dimostrare di volere la pace, ad eliminare la cultura dell'odio e il terrorismo. Il problema però resta sempre lo stesso: un Abu Mazen lasciato a se stesso sarà in grado di tenere testa ad Hamas e ridimensionare gli altri gruppi militanti? Il caos armato rischia di prendere il sopravvento nei territori delle ex colonie israeliane. E' una reale possibilità.

postato da: pennyroyalTea alle ore 22:47 | link | commenti
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venerdì, 16 settembre 2005

Hasta siempre, Silvio

Il rivoluzionario Silvio Berlusconi, difensore della sua libertà (foto tratta da dolceforno.splinder.com)

postato da: pennyroyalTea alle ore 12:28 | link | commenti (2)
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L'ora di religione

postato da: pennyroyalTea alle ore 10:11 | link | commenti
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Dubbietto...

Sabina (Guzzanti, ndPT) è certa che il servizio di Stato mai e poi mai trasmetterà il suo documentario. «Sarei una gonza a crederci», commenta l'autrice che a Venezia ha ricevuto 12 minuti d'applausi. (Il Giornale di Sardegna, venerdì 16 settembre 2005).

Piccolo dubbio: ma c'è qualcuno, nascosto tra gli spettatori, che parte col cronometro quando in sala scatta l'applauso?

postato da: pennyroyalTea alle ore 09:58 | link | commenti (2)
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mercoledì, 14 settembre 2005

CredieuroNord, una storia padana

LEGA NORD è uno dei partiti più sorprendenti della scena politica italiana. I suoi esponenti parlano di Roma ladrona, si fanno paladini della lotta alla corruzione e poi si alleano con Forza Italia di Silvio Berlusconi, che fino a poco tempo prima consideravano piduista e massone.

Pochi sanno, però, che nell'armadio leghista c'è uno scheletro che, con lo scoppiare del caso Fazio, comincia a diventare particolarmente ingombrante. Si tratta della vicenda CredieuroNord, la banca della Lega salvata dal fallimento da Giampiero Fiorani, uno dei "protetti" del Governatore.

CredieuroNord - una storia padana

Nell'ottobre del 1998 si costituisce un comitato promotore per la costituzione della Banca Credieuronord, un organismo che si occupa di raccogliere capitale necessario per poter dare vita all'operazione. Grazie a un ottimo lavoro di persuasione e all'appello del segretario federale di partito, Umberto Bossi, la sottoscrizione presso le sezioni di Piemonte, Lombardia e Veneto si rivela un successo. Il quotidiano La Padania e l'emittente Radio Padania Libera, poi, pubblicizzano come non mai l'iniziativa. E lo stesso accade nelle adunate leghiste a Pontida.

Dopo circa un anno e mezzo, il 21 febbraio del 2001, la Banca Popolare CredieuroNord, società coperativa per azioni a responsabilità limitata, diventa finalmente una realtà: conta sulle sottoscrizioni di circa 2600 soci, pari a oltre 17 miliardi di lire di capitale nominale. Il 17 novembre arriva l'autorizzazione della Banca d'Italia per l'esercizio dell'attività bancaria. Cominciano ad aprire i primi sportelli a Milano e nelle province di Brescia, Treviso e Bergamo. Il commento di Gianmaria Galimberti, vicepresidente dell'istituto bancario del Carroccio, è di quelli da svolta epocale: "CredieuroNord serve agli ideali che la Lega ha sempre portato avanti, la difesa del risparmio della famiglia e della piccola e media impresa. Si è cercato di mischiare la politica con la banca, ma BPCeN si muoverà su un piano assolutamente deontologico e certamente non verrano fatti dei prestiti graziosi".
Quando tutto sembrava andasse per il meglio, però, l'ispezione ordinaria del 10 marzo 2003 ordinata dalla Banca d'Italia fa emergere gravi infrazioni nella gestione della società. Come fosse amministrata la banca padana ce lo racconta Gian Antonio Stella in un suo articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 7 agosto:

Come andassero le cose, nella realtà, l'avrebbero ricostruito nel marzo 2003 gli ispettori di Bankitalia: «incoerenze nella politica creditizia nonché labilità dei crediti»; «scarni resoconti delle riunioni consiliari» talvolta «redatti a distanza di mesi»; «ridotta cultura dei controlli»; «scarsa cura prestata alle evidenze sui grandi rischi»; «ripetuti sconfinamenti autorizzati dal Capo dell' esecutivo» e «acriticamente ratificati dall' organo collegiale». Insomma: un colabrodo. Al punto che, a meno di due anni dalla nascita, il buco era già di 8 milioni e mezzo di euro in crediti difficilmente esigibili di cui 4,7 già dati per persi. Cos' era successo? Lasciamo rispondere a Bruno Tabacci: «Con 4-5 affidamenti si sono mangiati tutto il capitale». Soldi dati «senza preventiva individuazione di fonti e tempi di rimborso», scrissero gli ispettori, ad amici. Come la moglie di Franco Baresi Maura Lari. O il leader dei Cobas del latte Giovanni Robusti. O la società (fallita) Bingo.Net che aveva come soci leghisti di spicco quali Enrico Cavaliere (già presidente del consiglio del Veneto) e Maurizio Balocchi, tesoriere della Lega, sottosegretario e addirittura (sic!) membro del Cda della banca. Peggio: stando alle inchieste, la banca era servita a far girare (senza una segnalazione all' Ufficio Italiano Cambi) un fiume di soldi fatti sparire al tribunale fallimentare da Carmen Gocini per conto di Angiolino Borra, il padrone di Radio 101 che la Lega aveva a suo tempo suggerito per il Cda della Rai. Risultato: i poveretti che avevano messo i risparmi nella banca della Lega («cosa che si erano ben guardati dal fare troppi ministri, deputati e senatori», accusano negli esposti e nei forum su internet che traboccano di amara delusione) si sono ritrovati con un pugno di mosche: 2,69 euro ad azione contro i 25 (o 28) investiti.

Continua Stella:

Era tale, il nervosismo, che la rabbia contro Fazio per la gestione dei casi Cirio e Parmalat pareva trarre nuova forza. Sergio Rossi accusava il Governatore di essere «un incapace». Francesco Moro lo abbinava a Don Abbondio. Federico Bricolo gli intimava di dimettersi giacché «la gente si chiede come mai Beppe Grillo sapesse mentre il Governatore ignorava tutto». Mimmo Pagliarini strillava ai «grandi truffatori della finanza italiana, che con la complicità anche di alti vertici istituzionali vogliono appropriarsi dei risparmi degli italiani». Alessandro Cè ordinava: «Deve dimettersi». E per le strade di Milano sfilavano fiaccolate leghiste: «Fazio, vattene!». Poi, miracolo, si affacciò un uomo: Gianpiero Fiorani. Che si fece carico, con la sua Popolare di Lodi, dell' ormai defunta banca leghista. Spazzando via gli incubi, anche penali, dei protagonisti della catastrofica impresa. Era il 5 ottobre 2004. E le ostilità, improvvisamente, cessarono come di colpo si quietano certi uragani caraibici. Come non voler bene a Fazio, venerato ora come il Sant' Antonio della finanza padana?

Una vera e propria truffa ai danni dei malcapitati risparmiatori leghisti. Che da qualche mese stanno diffondendo volantini come questi.

Se volete saperne di più, consultate il sito "La banca della Lega"

postato da: pennyroyalTea alle ore 11:41 | link | commenti
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martedì, 06 settembre 2005

Da vedere...

Guardate Jim Carey in questo video. Non riesco più a staccarmi dal monitor.
postato da: pennyroyalTea alle ore 18:46 | link | commenti (4)
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QUANDO UN oppositore dichiara "io non voglio venire dalla vostra parte", io gli rispondo, pacatamente: "tuo figlio appartiene già a noi. Chi sei tu? Tu sei destinato a scomparire. I tuoi discendenti, invece, ora fanno parte del nuovo schieramento. In poco tempo essi non conosceranno nulla al di fuori di questa nuova comunità". [discorso di Adolf Hitler, 6 novembre 1933]

postato da: pennyroyalTea alle ore 17:59 | link | commenti (2)
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