Pennyroyal Tea

NON tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione

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domenica, 17 settembre 2006

I'm still alive...

A Verona, il 16 settembre del 2006, pioveva a dirotto...
postato da: pennyroyalTea alle ore 22:01 | link | commenti (2)
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mercoledì, 13 settembre 2006

Gazometro

UNA CORONA D'ARGENTO. Ecco cosa sembra il Gazometro, quando di notte viene illuminato. Ai suoi piedi, sonnecchia il Porto Fluviale, sulla via Ostiense. Questa resta una delle poche zone autentiche di Roma. Commerciale, sporca, con i palazzoni grigi e marroni, i mercati e i fiorai, e con le cassette della frutta e del pesce abbandonate sul ciglio della strada, lo stesso destino dei cartelloni pubblicitari ormai scollati che nessuno vuole raccogliere.

Un posto dove la vista del Gazometro, cilindro di tubi freddo, povero e senza grazia, fa lo stesso effetto di un cazzotto in un occhio. E' un mostro industriale del quale tutti avrebbero fatto a meno in questo quartiere che introduce alla Garbatella. Ed è ancora più sgradevole alla vista perché ai suoi piedi non ci sono alberi o giardini a rendere meno evidente il contrasto.

Come Ponte di Ferro, accrocco metallico e stortignaccolo che congiunge le due sponde del Tevere da via Pacinotti a via del Porto Fluviale: il suo progetto è stato così fallimentare da non poter permettere perfino il transito degli autobus. Grigio, sempre sporco di smog e trasandato come il porto che sotto di lui una volta era vivo.
Ma visto da qui, il gigante illuminato ti colpisce. Lo vedi alzarsi sopra via del Commercio, sovrastando quegli antichi palazzoni crepati e da ritinteggiare, e la caserma dei Vigili del Fuoco: baciati dalla luce bianca del Gazometro, questi perdono un pò della monotonia e del senso di solitudine che mi avevano sempre ispirato.
postato da: pennyroyalTea alle ore 16:35 | link | commenti (2)
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martedì, 29 agosto 2006

E' il segno di un'estate che vorrei potesse non finire mai...



Barcelona - Penny al Castell de Montjuic



Barcelona - Mirada del migdìa



Barcelona - Camp Nou: Penny in sala stampa



Barcelona - Parc Guell



Barcelona - Hotel Expo: Daniele, Penny e Manolo



Tarquinia - Casa di Carla eccezionalmente trasformata in salone di bellezza: Penny e Dagniele



Montalto Marina (VT) - Cuba Libre: Michele, Penny, Fabietto, Mario, Matteo, Fabio, Daniele



Civitavecchia - Pizzeria "Paolillo": brindisi tra Fabii
postato da: pennyroyalTea alle ore 21:50 | link | commenti (1)
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giovedì, 03 agosto 2006

Aveva ragione lui?*

SE ADOLF FOSSE ANCORA VIVO, se ne starebbe in tranquillità in un casale di campagna sperduto in chissà quale località della Germania. Ne sono sicuro. Lo so, capisco che oggi avrebbe 117 anni, ma prendetela come una semplice fantasia. Ecco, il campestre Adolf, ormai stanco di guerre e genocidi, farebbe l'apicoltore. Sì, è una immagine bizarra, ma è così che me lo immagino. Senza i suoi caratteristici baffi.

In una bella giornata di sole, parlerebbe di storia con i nipotini di giardinieri e badanti sotto l'ombra di un pino o di qualche altro albero (francamente non so se in Germania i pini sono molto diffusi).

Tra gli sguardi perplessi dei ragazzini, direbbe che ha sempre avuto ragione lui, eccome se ne ha avuta.

Con gli italiani, per esempio, che nel 1944 scelsero la sostituzione di una occupazione militare con un'altra, meno esibita ma non meno effettiva. Solo in questa maniera si spiegano le 113 basi e le 35.000 truppe statunitensi in Italia.

Sull'Olocausto e sulla politica eugenetica, poi, sarebbe un fiume in piena. Difenderebbe il suo modello per la soluzione del problema ebraico tirando in ballo il modo in cui gli Stati Uniti avevano risolto l'analogo problema indiano: un genocidio sistematico e scientifico dei diciotto milioni di nativi che vivevano nell'America del Nord, quasi del tutto scomparsi oggi. "Ma non è la stessa cosa", replicherebbe un ragazzino. "Ah, no?", replicherebbe Adolf con teutonica spocchia: "E allora quanti ebrei rimangono oggi al mondo? Hanno uno stato tutto per loro che, tra l'altro, sta mostrando di aver imparato la nostra lezione su come trattare le minoranze etniche. Il sistema nazista non comparve dal nulla, ma ebbe profonde radici in una tradizione inseparabile dal passato dell'Europa cristiana".

Tornerebbe all'attacco anche sulla aberrante politica per la purezza della razza. "La mia legge del 1933, per la prevenzione dei difetti ereditari, era esplicitamente basata sul modello statunitense di Harry Laughlin, al quale demmo per questo motivo una laurea ad honorem. Lo sapete che la prima legge per la sterilizzazione dei "meno adatti alla vita" fu promulgata nel 1907 dall'Indiana? Che fu poi imitata da una trentina di stati americani, e dichiarata costituzionale nel 1927 dalla Corte Suprema? Che negli anni '30 furono sterilizzati 60.000 individui negli Stati Uniti? E che negli anni '50, a guerra ormai conclusa, furono castrati 50.000 omosessuali?".

Sul disprezzo per la vita umana di civili innocenti, dimostrata dall'esercito tedesco durante la guerra, che risate si farebbe: "Andateglielo a dire agli abitanti di Amburgo e Dresda, sui quali gli alleati hanno riversato le tempeste di fuoco che ne hanno ucciso un milione. O a quelli di Hiroshima e Nagasaki, trecentomila dei quali furono inceneriti da due bombe atomiche".

Morgen die ganze Welt. Domani il mondo intero. Gli Stati Uniti, direbbe Adolf, stanno portando a termine quello che è stato il vero progetto del nazismo: il dominio globale (militare, politico ed economico) del pianeta. Il nazionalsocialismo era un'ideologia così ben congegnata, che l'unico modo per sconfiggerla era quello di abbracciarla.
"Noi volevamo che la violenza dominasse il mondo", chiuderebbe Adolf, alzandosi dalla seggiola e tornando a occuparsi delle sue api. Lo scopo è stato raggiunto, sembra proprio che non siano morti invano.

Nessuna apologia del nazismo; solo, pensate...
*ispirato da un brano del libro "Il matematico impertinente" di Piergiorgio Odifreddi
postato da: pennyroyalTea alle ore 11:38 | link | commenti (1)
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sabato, 22 luglio 2006

Comunicazione di servizio

SONO VIVO e ho ancora voglia di aggiornare questo blog.

Portate pazienza, prometto aggiornamenti nei prossimi giorni!
postato da: pennyroyalTea alle ore 21:54 | link | commenti (1)
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martedì, 06 giugno 2006

Auguri PeNnYrOyAlTeA

QUASI DIMENTICAVO: da oggi, Pennyroyal Tea ha un anno. Sono contento che il mio blog, che continua ad avere una vita molto precaria, abbia raggiunto questo traguardo.

Pennyroyal Tea non è diventato un blog di successo: non ho mille visitatori al giorno e qui non si scatenano dibattiti culturali. Le persone che visitano questo spazio sono sempre le stesse e a me, in fondo, sta bene così: chi non mi sente da molto, se vorrà, potrà in qualche maniera restare aggiornato.

Questo fu il mio esordio.


Buon compleanno!
postato da: pennyroyalTea alle ore 16:08 | link | commenti (10)
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Red Mosquito is dead...

IN VITA MIA avrò ucciso oltre cento zanzare, ne sono sicuro. Se calcoliamo una media di dieci-quindici esecuzioni per ogni estate degli ultimi dieci anni, il risultato totale mi sembra più che ragionevole. Ho usato libri, fazzoletti, giornali, a volte anche le mani. Ma ho sempre trovato piacere nel far fuori quei fastidiosi insetti: nessuno come loro ha il potere di procurarti estenuanti notti insonni.

Anche ieri sera ne ho uccisa una. A dire la verità, avrei anche potuto risparmiarla: se ne stava in cucina apparentemente placida e senza nessun intento bellicoso. Ho preso un fazzoletto e l'ho schiacciata, non ho resistito. Red Mosquito (per non rivelare il vero nome della zanzara ne ho scelto uno di fantasia) era però carica di sangue: magari aveva appena finito di pungere il mio cane, chi lo sa. Una grossa macchia di un colore rosso vivo ha subito sporcato il muro bianco. Ho preso un altro fazzoletto, l'ho intriso d'acqua e ho pulito via tutto nel giro di pochi istanti: sentivo già le lamentele di mia madre una volta vista la macchia.

Beh, la novità è che stavolta la vista di tutto quel sangue mi ha disgustato. Anzi no, mi ha fatto proprio schifo. Non mi era mai successo e non ho mai avuto problemi neanche durante i prelievi. Strano. Tant'è che sono andato a letto turbato, stentavo a prendere sonno. Molto strano.

Sì, Red Mosquito is dead. I wasn't bitten, must have been the devil he was just paying me...
postato da: pennyroyalTea alle ore 15:58 | link | commenti (4)
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domenica, 28 maggio 2006

C'è qualcosa che non va...

postato da: pennyroyalTea alle ore 00:24 | link | commenti (5)
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sabato, 27 maggio 2006

Menefreghismi

Il dolore si manifesta ogni giorno, ovunque, e tutti noi lo trattiamo con noncuranza, come normale routine. Pensateci, è così! Nessuno pensa che tutte le vite siano uguali e preziose. Se lo accettiamo anche solo per un attimo e poi guardiamo un barbone avvinazzato davanti a un portone, dobbiamo soffrire fino a sentirci una spugna che assorbe i suoi problemi. E invece non proviamo nulla, forse un briciolo di pietà.

Qual è la quantità massima di orrore a cui possiamo permetterci di pensare? Forse persino un manichino insensibile è più saggio di chi permette ai propri sentimenti di portarlo a distruggere tutto ciò che tocca.
postato da: pennyroyalTea alle ore 11:22 | link | commenti (2)
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mercoledì, 24 maggio 2006

Natale

Ventitré anni fa, nascevo in una stalla. A ripararmi dal freddo c'erano soltanto i dolci sospiri di un bue e di un asinello.
postato da: pennyroyalTea alle ore 21:14 | link | commenti (3)
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domenica, 21 maggio 2006

CodiceDaVinci

Ecco, non andate a vedere Il Codice Da Vinci: è una gran cazzata, la classica americanata. Non so, mio padre, quando usa quel termine per bollare un film, si riferisce a quei film d'azione in cui i protagonisti fanno tutto, il contrario di tutto e ancora tutto nel giro di dieci minuti: tipo saltare sui tetti con una moto da cross pisciando e cantando Anima mia in falsetto per farsi compagnia. Beh, nel Codice questa componente altamente spettacolare è assente. Questo film è una americanata per altri motivi: per l'intreccio schifoso della storia, per i dialoghi scadenti, per i troppi enigmi che, a lungo andare, rompono proprio le palle. Un pò come il libro, che non mi aveva fatto una buona impressione.

Non doveva dircelo Dan Brown che la storia del Cristianesimo fosse ricchissima di porcate. Tra l'altro, in sala era pieno di bori che, onestamente, non so quanto si orientassero tra Priorato di Sion, Opus Dei e sequenza di Fibonacci. Tutto qua: fatevi un favore, scegliete un altro film.
postato da: pennyroyalTea alle ore 21:17 | link | commenti (4)
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giovedì, 18 maggio 2006

E svegliarsi la mattina... tu turu turu tuttu...

QUESTA MATTINA mi sentivo più rosso del solito: mi sono alzato presto, sono sceso in edicola e ho comprato il manifesto, incassando le occhiatacce del mio giornalaio, dichiaratamente destrorso. Di solito scelgo la lettura incrociata La Repubblica-Corriere della Sera.

Prima considerazione: stavolta i moggiones l'hanno combinata grossa. Tornando a casa stamattina, davo un primo superficiale sguardo al giornale e intanto tenevo un orecchio appizzato per sentire quello che si diceva per strada. Bene, lo scandalo intercettazioni era l'argomento di conversazione generale: il meccanico vicino all'edicola ne parlava, il panettiere ne discuteva ad alta voce con la proprietaria della vetreria che gli sta accanto. Ne parlavano pure al bar, dove mi sono fermato per comprare un litro di latte.

Seconda considerazione: ho riscoperto il piacere di fare colazione leggendo il giornale. Mi sono preparato la colazione nel silenzio della mia cucina: caffèlatte e biscotti grassi a volontà. Tutto accompagnato dalla lettura del manifesto. E' stato un bel momento, da ripetere al più presto.

Terza considerazione: la composizione del secondo governo Prodi mi ha lasciato insoddisfatto. Tante cariche, spesso inutili, dettate dalle esigenze dei partiti. E poi gli inqualificabili in posti chiave: Mastella alla Giustizia, Fioroni all'Istruzione, Rutelli ai Beni culturali. C'è decisamente poca sinistra e molto centro: e questo, purtroppo, è figlio del risultato elettorale. Il vantaggio nei confronti della Casa della Liberta Provvisoria è troppo esiguo. Un peccato, anche perché questo governo doveva rappresentare il passaggio dal peggio al meglio e non dal peggio al male. Spero che tutto questo non finisca per logorare il centrosinitra.

Quarta considerazione: posso dire di essere più o meno in grado di scrivere un pezzo "di colore". Pat, ieri sera, aveva affidato a Vincenzo l'articolo sulla finale di Champions League tra Arsenal e Barcellona, mentre a me aveva dato l'incarico di buttare giù qualcosa sull'ambiente: tifosi, curiosità e cazzi vari. Uno di quei pezzi che non sono mai riuscito a scrivere: ho la fantasia e l'inventiva di un becchino, lo sapete bene tutti. Però devo dire che alla fine è venuto fuori qualcosa di accettabile. Se volete dargli un'occhiata andate qui.

Quinta e ultima considerazione: sono seriamente tentato di chiudere il blog, ma di questo già ve ne avevo parlato. La novità è che ci sto ripensando.
postato da: pennyroyalTea alle ore 11:39 | link | commenti (6)
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sabato, 29 aprile 2006

Al di sopra del rosso sospetto...

Che c'entra Vladimiro Guadagno, in arte Vladimir Luxuria, con Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti, Giorgio Amendola, Amedeo Bordiga ed Enrico Berlinguer?


"Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche... lo esigevano tutti". Giorgio Gaber, Qualcuno era comunista.
postato da: pennyroyalTea alle ore 16:49 | link | commenti (1)
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martedì, 25 aprile 2006

Mercoledì 25 aprile 1945

"Questo è il fiore del partigiano morto per la libertà".

Mercoledì 25 aprile 1945, a Milano c'era il sole. Quello caldo, primaverile, che ti fa respirare dopo un inverno lungo e pieno di difficoltà. Gli alleati, aiutati dai partigiani operanti sugli Appennini, avevano sfondato la linea gotica ed erano pronti a entrare in città. C'era fermento, a Milano, perché il Comitato di Liberazione Nazionale aveva dato l'ordine di insurrezione generale contro i tedeschi (e i repubblichini) in ritirata.

Roma era libera da poco meno di un anno, Milano stava per diventarlo. Il giorno della sua liberazione, quel 25 aprile che diventò il natale della nostra storia recente, è il simbolo della redenzione di tutto un popolo.
La libertà, gli italiani, se l'erano conquistata imbracciando il fucile. Nella milizie partigiane si arruolarono gli adulti, ma anche i ragazzi: quelli che erano nati balilla e poi erano passati avanguardisti e che anche contro questo si ribellarono. Gente che veniva da oltre vent'anni di umiliazioni, alla quale il regime aveva lasciato in eredità una guerra inutile. Di fronte si trovano l'esercito tedesco, che non aveva mai risparmiato rappresaglie feroci sui civili. E, da affrontare, c'erano anche altri italiani, quelli che, ancorati ai loro privilegi e guidati dalla loro ottusità, avevano scelto di schierarsi con un regime ormai cadavere e con un invasore straniero. In nome di questa alleanza, i repubblichini tradirono: diventarono gli informatori dei tedeschi, che anche di loro si servirono per le loro operazioni. Intanto, però, la Resistenza andava avanti nonostante la "controResistenza". Venti anni di fascismo avevano reso ancora più immaturo un popolo che mai era stato sovrano: c'era chi gettava fango e c'era chi rideva della Liberazione. Chi aveva l'ossessione del pericolo rosso e delle carestie.

La Resistenza, però, è stata la protesta dell'uomo che si sentiva libero contro ogni imposizione, contro ogni mistificazione, contro la pretesa che le sorti del fascismo e quelle della patria si identificassero e meritassero gli stessi sacrifici. Dalla Resistenza l'Italia ereditò lo slancio per conquistare il diritto alla repubblica e a una costituzione non regalataci dall'alto.
Questo non dobbiamo mai dimenticarlo. Grazie a tutti quelli che si sono ribellati. Il 25 aprile 1945 è il giorno della nostra nascita.

"Cessa il vento, calma è la bufera, torna a casa il fiero partigian. Sventolando la rossa sua bandiera, vittoriosi al fin liberi siam".
postato da: pennyroyalTea alle ore 12:11 | link | commenti (1)
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domenica, 23 aprile 2006

Pearl Jam in Italia

Sept 14
Bologna, Italy Palamalaguti
Sept 16
Verona, Italy Arena
Sept 17 Milan, Italy Forum
Sept 19 Torino, Italy Palaisozaki
Sept 20 Pistoia, Italy Duomo Square

Queste sono le date ufficiali, copiate e incollate direttamente dal sito ufficiale dei Pearl Jam: il 28 aprile partirà la vendita dei biglietti. Contavo di prendere Bologna e Milano: tanto, con TrenoOk, il viaggio in Eurostar costa soltanto 9 euro.

Tutti quelli che vogliono farmi compagnia, anche per una data sola, sono i benvenuti! Ne vale la pena, sul serio.
postato da: pennyroyalTea alle ore 11:29 | link | commenti (2)
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mercoledì, 19 aprile 2006

Perle di amarezza quotidiana...

HO DECISO che non risponderò più al telefono di mattina. Tanto ti cercano solo seccatori che vogliono venderti qualcosa o lontani parenti che non senti da anni. Uno passa ore a cercare di trovare la concentrazione giusta per studiare un pò ed ecco che arriva quel cazzo di squillo. E poi, se qualcuno ti vuole veramente trovare ti chiama sul cellulare, non a casa...
postato da: pennyroyalTea alle ore 13:47 | link | commenti (9)
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mercoledì, 12 aprile 2006

Siamo fuori dal tunnel...

E' andata bene. E lo dico dopo aver passato un giorno intero a riflettere sul risultato delle urne. Abbiamo vinto le elezioni e finalmente l'Italia avrà un  governo di centrosinistra. Non è stata una affermazione netta, purtroppo: ma una vittoria, anche se ai rigori, è pur sempre una vittoria. Non abbiamo fatto male, io e Pat, ad andare subito a festeggiare in Piazza Ss Apostoli, non è stata una mossa affrettata.

L'importante era la discontinuità, spezzare il berlusconismo nella sua manifestazione più drammatica: il potere. Per quanto riguarda gli effetti con i quali questo fenomeno sta stravolgendo il nostro Paese, bisognerà rimboccarsi le maniche. Tutti. Non dovremo più nascondere le nostre idee, ma manifestarle anche a costo di sembrare antipatici, scomodi per certi versi. Pronti a essere messi in minoranza, ma a non farci schiacciare. Contro un modo di pensare che non può essere più condiviso e che non ci fa crescere.

Sono state tre le indicazioni politiche più importanti di queste elezioni:

- il tanto atteso referendum contro Berlusconi non c'è stato. Forza Italia è ancora il primo partito e questo è un dato che non può non fare riflettere;

- il centrosinistra ha perso in regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte. Lì dove il "ceto medio" è più radicato, l'Unione non ha saputo contrastare in maniera adeguata le sparate sul Fisco del Cavaliere;

- gli ultimi venti giorni di campagna elettorale del centrosinistra sono stati fallimentari. Il vantaggio accumulato nell'ultimo anno è stato dissipato con una serie incredibile di autogol.

Ma l'importante è averle vinte, queste elezioni. Ci serve una cura disintossicante dai due governi Berlusconi, una cura di serietà. Mi auguro al più presto una nuova riforma scolastica: se vogliamo cambiare in meglio la mentalità degli italiani, dobbiamo partire da lì.
postato da: pennyroyalTea alle ore 12:46 | link | commenti (2)
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domenica, 09 aprile 2006

Ho scelto

SONO APPENA tornato dal seggio elettorale, per la prima volta ho votato per elezioni politiche.

Questo è un voto importante. Perché, come scrive Eugenio Scalfari su La Repubblica di oggi, è ora di "scrivere la parola fine". Condannare il berlusconismo a un verdetto inappellabile: mandare a casa persone che sono indegne della nostra fiducia, della nostra Storia e della nostra cultura. Il mio sarà un voto determinante, e lo sarà anche il tuo. Questo voto è come un inno nazionale.

YA BASTA!
postato da: pennyroyalTea alle ore 11:30 | link | commenti (6)
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sabato, 08 aprile 2006

Factotum

DEI FILM CHE ho visto al cinema negli ultimi due anni, Factotum è forse quello che mi ha lasciato più soddisfatto all'uscita dalla sala. Ho letto molti romanzi di Charles Bukowski e devo dire che Bent Hamer, il regista, è riuscito a sintetizzare in maniera brillante quella che era la filosofia dello scrittore, lo stile di vita completamente dissociato dalla morale della gente comune e regolato soltanto da una costante: l'alcool.

Matt Dillon è perfetto nel ruolo di Harry Chinaski (lo pseudonimo che Bukowski usava molto spesso quando raccontava in prima persona) e la sua prova rivaluta quello che, ai miei occhi, era uno dei tanti attori mediocri di Hollywood.

Il film è caratterizzato da una vena di malinconia che accompagna tutto quello che capita al protagonista, ma con Factotum si ride tanto: all'ironia e alla comicità di Hank il regista ha dato molto spazio. Ci sono scene esilaranti: quella in cui Chinaski tenta di stabilire l'ora esatta con un improbabile calcolo matematico, l'incontro con il barbone all'ufficio di collocamento e i moschini del vino, la rissa all'ippodromo e la protesta al datore di lavoro per via dell'assegno di disoccupazione.

Il mio consiglio, quindi, è quello di andare a vederlo il prima possibile. Non sono un esperto, ma credo valga la pena sfasciarsi la schiena sulle poltrone di un vecchio cinema
e passare una splendida serata.
postato da: pennyroyalTea alle ore 10:22 | link | commenti
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martedì, 04 aprile 2006

Lele, Valerio e Fabio

C'è Lele con la faccia da vampiro, che ha in mano un bicchiere mezzo vuoto di romanella. Ha bevuto tanto, ma non è ubriaco. E' stato tutta la sera a provarci con Arianna. Proprio come Maurizio, che con una forchetta di plastica sta cercando di mangiarsi Fabio, ma è andata male a tutti e due.

Questa è una delle poche foto scattate senza una bottiglia di acqua o di vino che coprisse la faccia di qualcuno. Una autentica impresa, credetemi.

C'è Emanuele, accanto a me, che ride perché è la sua festa (non è una battuta, siamo ad Ariccia proprio per quel motivo), mentre Fabio sfoggia quel suo mezzo sorriso da seduttore. Con noi c'è Alessio, anche lui con un bel bicchiere di rosso, iniziato all'alcool dal nostro gruppo un paio di anni fa. Questa foto, però, c'entra poco con il resto del post.

***************

Con gli amici, quelli veri, ho giocato a pallone non si sa quante volte. Li ho rincorsi in bicicletta o con il motorino. Ho mangiato con loro e bevuto nel loro stesso bicchiere. Si è dormito insieme e ogni volta era una tragedia per prendere sonno: ci si raccontava sempre sogni, speranze, la voglia di stare insieme a qualche ragazza. Abbiamo viaggiato, sciato, visto una partita allo stadio.

Abbiamo fatto il bagno al mare, passato intere serate a ridere, ad ubriacarci, a suonare, bestemmiare e aspettare l'alba in spiaggia gridando "Buona pesca" ai pescatori. Insieme abbiamo anche rubato e corso con le macchine come matti.

Io mi ricordo Gabriele con la sorella di Zico e Fabio accartocciato con il FiftyTop addosso a una rete. Mi immagino noi tra vent'anni mentre giochiamo tutti e tre a biliardino, proprio come quella foto scattata qualche mese fa a casa di Cianfresca.

Con loro ho litigato per qualsiasi cosa, anche per avere il posto del passeggero in macchina. Mi sono divertito a stuzzicarli a prenderli in giro. Mi hanno deluso più di una volta, ma anche io ho tradito loro. Certe volte non li sopporto, ma sono sicuro che molto spesso sono loro a non s
opportare me. Tanto poi ci ritroviamo sempre, nonostante stili di vita e mentalità praticamente all'opposto. Ma non ci separeremo semplicemente perché non vogliamo. Così i nostri figli.

Per gli amici, quelli veri, io ci farei a schiaffi. Sul serio, eh?
postato da: pennyroyalTea alle ore 19:35 | link | commenti (10)
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martedì, 28 marzo 2006

Chinaski

"Cosa fa lei?" mi chiese.
"Sono uno scrittore."
"Oh che bello. Che cosa ha pubblicato?"
"Non ho pubblicato niente".
"Allora, in certo senso, non è un vero scrittore."
"Esatto. E abito in un bordello."
"Cosa?"
"Ho detto che ha ragione, non sono uno scrittore vero e proprio."
"No, voglio dire, il resto."
"Abito in un bordello."
"Abita abitualmente in un bordello? Sempre?"
"No."
"Come mai non è sotto le armi?"
"Non ho superato la visita psichiatrica."
"Vorrà scherzare."
"Grazie a dio, no."
"Non ambisce a combattere?"
"No."
"Ci hanno attaccati a tradimento, a Pearl Harbor."
"L'ho inteso dire."
"Non ambisce a combattere contro Adolf Hitler?"
"Veramente no. Lascio che altri lo facciano."
"Lei è un vigliacco."
"Sì, lo sono, e non è tanto per non ammazzare la gente, quanto che non sopporto la vita di caserma, dormire con un branco di uomini che russano, e poi essere svegliato da un cazzone che suona la tromba, e non mi va di indossare una ruvida camicia verde-oliva. Ho la pelle molto sensibile."
"E' un bene che qualcosa in lei lo sia."
"Pure io, ma vorrei che non fosse la mia pelle."
"Forse dovrebbe scrivere con la sua pelle."
"E lei, magari, con la sua sorca."

"Lei è un vile. Un cordardo. Qualcuno deve respingere le orde fasciste. Io sono fidanzata a un ufficiale di Marina, e se fosse qui, gliene suonerebbe di santa ragione."
"Probabilmente sì, e ciò mi rende anche più vile."
"Se non altro, le insegnerebbe a esser più educato con le signore."
"Ha ragione. Se uccidessi Mussolini, sarei un gentiluomo?"
"Sicuro."
"Andrò ad arruolarmi."
"Non l'hanno fatto abile. Ricorda?"
"Ricordo."

da Storie di ordinaria follia, Charles Bukowski
postato da: pennyroyalTea alle ore 12:57 | link | commenti (5)
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martedì, 21 marzo 2006

Roma, 21 marzo 1976

OGGI I MIEI HANNO compiuto trent'anni di matrimonio. Di questi, io ne ho vissuti quasi ventitre. Sono felice, ma, nel rispetto della tradizione della nostra famiglia, abbiamo festeggiato in intimità: cenetta tranquilla in cucina, come tutte le sere, e vassoietto di dolci per addolcire l'evento. Noi siamo fatti così, nei ristoranti ci sentiamo a disagio.
Dei miei genitori conosco soltanto la vita matrimoniale: non so bene cosa facevano prima di sposarsi, non mi sono mai sognato di farmi raccontare le esperienze che hanno avuto quando ancora non si conoscevano. Con loro c'è sempre stato il sano rapporto che deve esserci tra genitori e figli: non sono mai stati miei amici o confidenti, non lo saranno mai. Erano un esempio quando io ero un bambino; erano figure da detestare nell'età dell'adolescenza. Ora che sto diventando un uomo (e i peli sul petto lo testimoniano ampiamente) sto imparando ad amarli.

Mi hanno tirato su più con i gesti che con le parole. Hanno lavorato tanto e sono rimasti sempre insieme: questo è valso più di mille discorsi. Mia madre, nonostante il lavoro e i mille impegni, è sempre stata vicina sia a me che a mio fratello. Perennemente disposta ad ascoltare i nostri problemi, se a casa non abbiamo mai avuto bisogno di consumare cibi surgelati è stato grazie a lei.
Mio padre, operaio per una vita, è diventato impiegato nella azienda dove lavora da quarant'anni: mi ha trasmesso l'amore per la Roma e l'odio per la pigrizia. Tre i suoi insegnamenti più grandi: "Respira con il naso, non con la bocca", "Stai dritto con le spalle" e "Pensa sempre col tuo cervello".

Entrambi sono stati esempi di serietà. E per questo non finirò mai di ringraziarli. Ma lo dico a voi, figuriamoci se lo vado a dire a loro.

No, Ma': non si vince un premio a stare trent'anni insieme. Auguri di buon anniversario.
postato da: pennyroyalTea alle ore 22:18 | link | commenti (18)
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mercoledì, 15 marzo 2006

Il Diavolo e la Mortadella

INVECE DELLA NOIA di ieri sera, inutilmente moderata da Clemente Mimum nel gelo di uno studio Rai, non sarebbe stata più interessante una intervista doppia sul modello Iene?
postato da: pennyroyalTea alle ore 10:57 | link | commenti
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martedì, 14 marzo 2006

Sabato notte

SONO IN MACCHINA e alla radio passano I can't get no satisfaction dei Rolling Stones. Ma invece che a cento all'ora su qualche highway statunitense, sto girando per viale Marconi alla ricerca di un posto dove parcheggiare questa cazzo di Stilo. Sono quasi le quattro di notte, ho la schiena indolenzita dal sedile e sono stanco. Ho bevuto un paio di birre medie e ho l'alito pesante. Cerco una cloralit nel cassettino, una gomma da masticare. Non c'è nulla.
La voce di Mick Jagger mi rimane in testa. Ma non mi aiuta. Perché è dal pomeriggio che cerco di trovare le parole per la canzone che ho messo su. Ho gli accordi, le strofe, i ritornelli e la parte vocale. Non è male, forse è una delle migliori che io abbia mai scritto, ma non so da quale argomento prendere spunto.

Da qualche settimana, non sono per niente creativo. Non ho molto da dire, per questo sto pensando di chiudere PennyroyalTea.
postato da: pennyroyalTea alle ore 12:57 | link | commenti (4)
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martedì, 07 marzo 2006

Finalmente Pearl Jam

UNA NOTIZIA che aspettavo da mesi. Il 28 aprile uscirà il nuovo album dei Pearl Jam. Per quei pochi che non lo sapessero, i PJ sono il mio gruppo preferito da un bel pò. L'ottavo lavoro in studio di Vedder, Gossard, McCready, Cameron e Ament porterà il nome di "Pearl Jam" e verrà anticipato dal singolo "Worldwide suicide", scaricabile gratuitamente nella versione integrale direttamente sul loro sito ufficiale. D'altro canto, si sa, i Pearl Jam sono sempre stati all'avanguardia in questo genere di cose.

Ecco, io sono particolarmente su di giri: non sono state ancora comunicate le date europee del tour mondiale, ma si vocifera che i miei cari PJ arriveranno in Italia a settembre con due o tre date. E' inutile dire che io andrò a tutti i concerti dovunque essi siano.

Eccovi il testo di "Worldwide suicide": vi invito a scaricarla, è un bel pezzo.

WORLDWIDE SUICIDE
(lyrics: Vedder, music: Gossard)

I felt the earth on Monday. It moved beneath my feet.
In the form of a morning paper. Laid out for me to see.
Saw his face in a corner picture. I recognized the name.
Could not stop staring at the
Face I'd never see again.

It's a shame to awake in a world of pain
What does it mean when a war has taken over
It's the same everyday in a hell manmade
What can be saved, and who will be left to hold her?

The whole world...World over.
It's a worldwide suicide.

Medals on a wooden mantle. Next to a handsome face.
That the president took for granted. Writing checks that others pay.
And in all the madness. Thought becomes numb and naive.
So much to talk about. Nothing for me to say.

It's the same everyday and the wave won't break
Tell you to pray, while the devils on their shoulder
Laying claim to the take that our soldiers save
Does not equate, and the truth's already out there

The whole world,... World over.
It's a worldwide suicide.
The whole world,... World over.
It's a worldwide suicide.

Looking in the eyes of the fallen
You got to know there's another
Another way

It's a shame to awake in a world of pain
What does it mean when a war has taken over
It's the same everyday and the wave won't break
Tell you to pray, while the devils on their shoulder

The whole world,... World over.
It's a worldwide suicide.
postato da: pennyroyalTea alle ore 19:10 | link | commenti (6)
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martedì, 28 febbraio 2006

Cuba

FIDEL CASTRO non è Gandhi; Ernesto Guevara è stato un guerrigliero, non ha mai preteso di essere considerato un filantropo. Dare un giudizio su quella che è stata la Rivoluzione cubana, su cosa ha prodotto nella Isla è compito arduo per gli storici di fama, figuriamoci per uno studente universitario come me. Chi ci è stato mi racconta di un posto quasi surreale, unico nel suo genere, e della grande dignità con la quale i Cubani affrontano i loro problemi.

Io, comunque, un giudizio ce l'ho. E vorrei farvi riflettere su una cosa. L'Onu, notoriamente tutt'altro che un'accolita di bolscevichi, redige ogni anno lo Human Development Report. Si tratta, per dirla in maniera semplice, di una classifica delle nazioni di tutto il mondo tenendo in considerazione speranza di vita, educazione della popolazione e reddito reale registrato.

Bene, Cuba figura al 52esimo posto e rientra nella categoria definita "High Human Development", la stessa delle nazioni più ricche (l'Italia, ad esempio, è in 18esima posizione). Un piazzamento lusinghiero, se rapportato a quello ottenuto dai paesi che rientrano nell'area di influenza Usa per quanto riguarda finanziamenti di sostentamento e penetrazione commerciale.

Stati, ad esempio, come El Salvador e il Guatemala (rispettivamente 104esimo e 117esimo) fanno parte dei paesi "Medium Human Development". Haiti è al 153esimo posto, classificabile come "Low Medium Development". Cuba, tra l'altro, è piazzata meglio rispetto al Messico (terzo nella classifica ufficiale delle esportazioni verso gli Stati Uniti nel 2005), al Brasile, all'Arabia Saudita e all'Indonesia, tutti paesi che hanno una forte collaborazione commerciale con gli Usa.

La Nigeria, uno dei maggiori fornitori statunitensi di petrolio, è 158esima, a 19 posizione dal Niger fanalino di coda.

[Non so se Cuba sia il miglior posto per vivere, molto probabilmente no. Ma quello che volevo dimostrare è che essere "amici" degli Stati Uniti non sempre porta prosperità e benessere. In buona sostanza, la massima di Tìo Sam nel rapporto con gli altri stati è più o meno questa: "Ciò che fate al vostro popolo nel vostro paese non ci importa, purché collaboriate a soddisfare i nostri bisogni e a proteggere i nostri interessi". Del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali agli Usa interessa davvero molto poco]
postato da: pennyroyalTea alle ore 14:53 | link | commenti (11)
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sabato, 25 febbraio 2006

Foto di classe

Daniele fa l'assicuratore da poco più di due anni. Ha un contratto a tempo indeterminato, uno stipendio decente. Certo, il lavoro non è un granché: va tutto il giorno a caccia di clienti e di appuntamenti. In ufficio non sono molto contenti di lui, la sua intraprendenza e la sua capacità di convincere qualcuno a sottoscrivere una polizza sono quasi nulle. Vive ancora con i suoi, di andarsene di casa non ne ha proprio voglia. Non ha passioni particolari, la musica lo annoia, figuriamoci cinema e teatro. Gli piace il calcio, va regolarmente allo stadio a vedere la partita. La sera esce con gli amici, qualche volta gioca a calcetto.

Danilo è disoccupato. Non perché non riesca a trovare lavoro, le qualità non gli mancano. Semplicemente non gli interessa trovarlo. Non ha ancora capito cosa vuole fare nella vita. Dopo la fine della scuola, ha lavorato per qualche mese in un McDonald's, poi è partito per il militare. Da quando è tornato, non ha mai lavorato: i genitori lo mantengono e a lui sta bene così. Ha una ragazza americana che abita da sola e adesso si è trasferito da lei. Le sue giornate trascorrono tra un'uscita con gli amici e una partita alla playstation.

Claudio lavora in un ufficio di geometri o robe simili. Ci è entrato pochi mesi dopo la scuola, anche lui ha un contratto a tempo indeterminato e proprio per questo è stato costretto a partire per il militare.

Luana, che si era diplomata con cento centesimi, aveva provato ad iscriversi a economia e commercio. Le sono stati fatali i primi soldi guadagnati con un lavoro da cameriera: ben presto ha ceduto alla tentazione del "soldo sempre in tasca" e ha lasciato l'università dopo forse un semestre. Ora fa la ragioniera dentro uno studio di commercialisti. Lei è contenta, ha un fidanzato molto più grande e dice di non aver rimpianti.

Manolo fa ancora il militare. Ha cercato di non partire a forza di rinvii, ma non è stato capace di dare nemmeno un esame a psicologia. E' partito da v.f.b., volontario in ferma breve o almeno credo che si dica così. Insomma, gli toccano 18 mesi di naja, ma retribuiti. Quando tornerà ad essere un civile, ha già in mente cosa fare: lavorerà al banco di ferramenta del padre.

Stefano ha provato ad entrare all'Isef dopo la scuola, ma la sua richiesta è stata respinta. Un anno dopo me lo sono ritrovato a Scienze Politiche, ma è durato poco. Ha dato un paio di esami facili, credo Sociologia o roba simile, poi ha lasciato gli studi. Ora fa il maestro di tennis. Ha frequentato i corsi della regione per ottenere non so quale tipo di qualifica e ora è alla ricerca di un lavoro più "professional" come dice lui.

Massimiliano è disoccupato. La mattina si sveglia a mezzogiorno, esce di casa e va a comprare la Gazzetta dello Sport. Dopo una partita alla playstation, si mette a studiare. Il suo studio, sigaretta alla mano, consiste nel trovare i migliori sistemi possibili da giocare alla Snai. La sera esce con gli amici, mi dicono abbia anche una ragazza.

Davide si era iscritto a Economia, poi si è ritirato dopo circa un anno. Ha cominciato a lavorare in un call center e ha capito che la sua vocazione non era certo lo studio.

Daniele ha rischiato di essere incriminato per renitenza alla leva, poi è ovviamente partito anche lui. Il militare lo ha fatto nei Vigili del Fuoco e, alla fine dei dodici mesi, è riuscito ad entrare definitivamente. Ha perso circa dieci chili, il lavoro che fa lo soddisfa e io sono contento per lui.

Claudio lavora da McDonald's. Non ha trovato nulla di meglio, per un periodo ha fatto il segretario nello studio di un avvocato. Poi non so perché se ne è andato. Ha provato a iscriversi a Giurisprudenza, ma non ha avuto successo: si è arenato al primo esame, credo diritto romano o cose simili.

Daniele è ormai completamente bruciato da qualsiasi tipo di droga leggera e pesante possa esistere. La sua vita è la precarietà: trova un lavoro da magazziniere in un supermercato e lo lascia dopo tre settimane. Poi ritorna in corsa. A lui piace così.

Laura si è appena laureata in Economia e Commercio, ma non credo voglia continuare con la specialistica. A quasi 23 anni non ha mai lavorato: i suoi genitori sono separati, ma non le fanno mancare nulla. E' comunque una ragazza sveglia e brillante: qualcosa di buono troverà.
postato da: pennyroyalTea alle ore 19:47 | link | commenti (3)
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martedì, 21 febbraio 2006

Scendo in campo

L'ITALIA E' IL PAESE che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà. Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare.

Per poter compiere questa nuova scelta di vita, io, PennyRoyal Tea, ho rassegnato oggi stesso le mie dimissioni da ogni carica sociale del gruppo che ho fondato. Rinuncio dunque al mio ruolo di editore e di imprenditore per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande fermezza.

So quel che non voglio e, insieme con i molti italiani che mi hanno dato la loro fiducia in tutti questi anni, so anche quel che voglio. E ho anche la ragionevole speranza di riuscire a realizzarlo, in sincera e leale alleanza con tutte le forze liberali e democratiche che sentono il dovere civile di offrire al Paese una alternativa credibile al governo delle sinistre e dei comunisti.

Se ho deciso di scendere in campo con  un nuovo movimento, e se ora chiedo di scendere in campo anche a voi, a tutti voi - ora, subito, prima che sia troppo tardi - è perchè sogno - a occhi bene aperti - una società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l'amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita.

HO FONDATO IL PARTITO DEL BUONISMO. L'inno di questo straordinario movimento politico sarà Dipende degli Jarabe de Palo. Ora, cari concittadini, vi illustrerò quella che, se voi mi accorderete la fiducia, sarà la mia squadra di governo:

- Presidente del Consiglio dei ministri: PennyRoyal Tea
- Interni: Luciano Moggi [per la sua fermezza e per le sue abilità di comando]
- Esteri: Giulio Andreotti [lo abbiamo rubato a quella parte della sinistra che gli faceva la corte]
- Giustizia: Cesare Previti [un gradito ritorno]
- Economia: Sergio Cragnotti [per il suo spiccato senso degli affari]
- Salute: Lapo Elkann [per i suoi studi nel campo delle malattie depressive]
- Beni culturali: Vittorio Sgarbi [chi meglio di lui?]
- Istruzione: Gennaro Ivan Gattuso o Franco Califano
postato da: pennyroyalTea alle ore 22:57 | link | commenti (6)
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giovedì, 16 febbraio 2006

16/02/2005

CONOSCETE quella (molto) vecchia canzone degli 883 che si intitola "Sei uno sfigato"? Beh, sono almeno tre giorni che non riesco a togliermela dalla testa....
La prossima settimana dovrò dare due esami. Lunedì ho la parte orale di Storia e istituzioni dell'Africa, mentre giovedì mi aspetta Sistema politico italiano. Tira un'ariaccia...

Stasera ho staccato da lavoro alle 19 e sono andato a prendere l'aperitivo con Pat e Mister Content. Un negroni e una birra a stomaco vuoto, guidare il motorino fino a casa è stato decisamente meno stressante. Tra l'altro, a Piazza Venezia ho per l'ennesima volta rischiato la vita: quando piove, i sampietrini (il pavè, per chi chiama da fuori Roma) diventano qualcosa di troppo viscido e i tassisti fanno a gara a chi ti taglia meglio la strada. Io li odio.

Per il resto, tutto bene: rido!
postato da: pennyroyalTea alle ore 21:42 | link | commenti (9)
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lunedì, 13 febbraio 2006

MI RESTANO l'amarezza e la frustrazione per qualcosa che una volta funzionava e che ora non riesce più a farlo, i pugni chiusi dalla rabbia, tutte le cose di me che non conoscerai mai. L'amore, quello vero, e una lacrima.

Succede, basta soltanto rendersene conto.
postato da: pennyroyalTea alle ore 00:31 | link | commenti (7)
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